giovedì 13 settembre 2018
lunedì 6 agosto 2018
NEL GIRASOLE I SIMBOLI DELL'ESTATE
Se si potesse concentrare in
un'immagine la completa maturità dell'estate così come si
manifesta nelle nostre belle terre alpine fino alla Provenza, la sua
raffigurazione, semplice ed icastica, coinciderebbe col fiore che
meglio la rappresenta: il Girasole.
Tournesol, Soleil, Viro-soulèu,
Viro-soulèlo o Virasolelhs - come titola anche un lavoro di Sergio
Berardo datato 2007 nel venticinquennale del suo storico gruppo
musicale i ' Lou Dalfin', mitici protagonisti della rinascita ma
soprattutto di un'originale rilettura della musica occitana.
L'Helianthus annuus, così
denominato dal Linneo, ha un fusto alto e robusto, foglie alterne e
ovali, larghi fiori gialli a grande corolla, nel linguaggio botanico
'enorme capolino', semi ellittici in un cuore largo e scuro
contornato da folte e spettinate protuberanze giallo oro.
Un po' naif , come in un
disegno/stereotipo del sole fatto da bambini : cerchio centrale con
una serie di propaggini, raggi o petali che si allargano all'esterno.
Ridente e bonario. niente è più
simile a un piccolo sole in terra e proprio a quest'astro sembra che
la pianta appartenga, amandolo a tal punto da orientare la calatide
verso di esso e inseguendolo dall'alba al tramonto senza mai
distrarsi. Originario delle Americhe, da cui ci giunse circa cinque
secoli fa, è ormai naturalizzato in Europa al punto da essere
considerato dagli agricoltori un infestante. Solo a guardarlo, nei
suoi colori caldi e solari, sprigiona energia e forza vitale.
Simbolo della dedizione
incondizionata ( fors'anche di servilismo) dovrebbe aiutarci a
riflettere su alcuni aspetti dell'amore. Amato a sua volta
incondizionatamente da poeti e artisti, questo fiore, il più celebre
fra gli eliotropi, ci ha donato emozioni profonde.
Del girasole, 'impazzito di luce'
per sempre consacrato da Montale, Oscar Wilde fece il simbolo
del suo movimento culturale. Ne portava uno in mano, vezzosamente,
passeggiando per Piccadilly. Van Gogh nella sua casa di Arles in
Provenza dipinse gli innumerevoli girasoli recisi nella serie 'in
vaso', osservandoli in ogni momento del loro fiorire e sfiorire,
profondendo in essi gioia, energia ma anche tormento, attraverso
forme e colori densi e innovativi : “sarà una sinfonia di giallo e
blu” scrisse al fratello. Così li sognò, trasgressivi e contorti,
in quelle estati del 1887 e 1888 ( la maggior parte di queste opere,
sette su undici, vennero dipinte proprio in agosto).
Passando dalla medicina
dell'anima, in questo caso l'arte, a quella del corpo (certamente
complementari), l'utilizzazione di questa pianta solare in
fitoterapia riguarda fiori e foglie. Raccomandata per alcune
affezioni febbrili, principalmente pleurite e malaria. anche in
omeopatia l'helianthus annus viene indicato ancora per malaria e
affezioni della milza
Dai semi si estrae un olio molto
ricco di acidi grassi polinsaturi, particolarmente raccomandato in
cucina, purché sia di prima torchiatura a freddo, utile nei casi di
ipercolesterolemia e arteriosclerosi (Valnet)
Decotti, tinture ed estratti
fluidi, tra scienza e natura, per curare i malanni.
Ma per aumentare le difese
immunitarie - senza controindicazioni - occorre soltanto un po' di
humor come quello molto 'british' di Maureen e Bridget Boland, argute
scrittrici inglesi che ne 'Il giardino delle vecchie signore' ci
narrano: “il girasole vi darà la matematica certezza che il
prossimo continuerà a mostrarvi i segni del suo interesse e della
sua simpatia. Bisogna avvolgerlo in una foglia di lauro e a un dente
di lupo e va colto quando il sole, in agosto, è nel Leone”. Ma
aggiungono: “se durante un party piuttosto allegro un audace
corteggiatore non si deciderà a concludere malgrado il talismano...
toccherà a voi prendere l'iniziativa”
giovedì 12 luglio 2018
ESTATE
lunedì 21 maggio 2018
A SAN GIOVANNI
In tutti gli Ebook-stores lo potete trovare ! in attesa della festa di San Giovanni un saluto 'solare' a tutti voi che amate le Erbe e i Fiori come me.
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martedì 24 aprile 2018
A SAN GIOVANNI
A
SAN GIOVANNI TUTTE LE ERBE SONO SANTE
E' disponibile negli Ebook-stores 'A SAN GIOVANNI TUTTE LE ERBE SONO SANTE'
dedicato alla flora spontanea nelle terre occitane, dalle Alpi al mare.
E' disponibile negli Ebook-stores 'A SAN GIOVANNI TUTTE LE ERBE SONO SANTE'
dedicato alla flora spontanea nelle terre occitane, dalle Alpi al mare.
Con un approccio più antropologico che botanico, in questo Ebook disponibile in rete, si propongono
miti, storie, leggende,curiosità, interazioni mediche e culinarie,
dall'antichità ad oggi, per far meglio conoscere, attraverso diverse
sfaccettature, le meravigliose creature vegetali che con semplicità
e generosità accompagnano la nostra vita.
“Con
colori e profumi ci rallegrano nel quotidiano e nella festa, una
presenza gradevole e costante che arricchisce la nostra realtà e,
lungo il cammino della vita, ci regala serenità e pace. Ma le piante
ci aiutano anche nei momenti bui delle sofferenze: la maggior parte
di esse possiede straordinarie proprietà curative da secoli
sperimentate nella medicina popolare e oggi ancor più convalidate
dalla scienza”.
Su
questì temi l'autrice ha raccolto alcuni suoi scritti degli ultimi dieci anni per 'Viver
meglio'
nella rubrica
'Anima
e corpo',
'Ousitanio
vivo'
nella rubrica 'Flors
d'Occitania'
e
'Il
Dragone'
nella rubrica 'Di fiore in fiore'.
Pubblicista
iscritta all'Albo dei Giornalisti dal 1985,
ho collaborato a varie testate di settimanali, periodici e riviste (Astragalo,
Cuneo
Provincia Granda,
Ad
Ovest),
occupandomi di attualità e cultura.
A
questo primo Ebook,
(un secondo, per completare l'opera, è già in preparazione),
seguirà non appena possibile la relativa stampa in versione cartacea
per coloro che preferiscono questa modalità di lettura.
domenica 1 aprile 2018
domenica 4 marzo 2018
IL BUCANEVE, fiore della speranza.
Dopo
i rigori invernali uno dei primi confortanti indizi che ci comunicano
una timida ma sicura ripresa del ciclo vitale in natura, è un
piccolo fiore bianco campanulato dalle affusolate foglie glauche
nastriformi di rara eleganza. E' il Bucaneve, piantina perenne alta
dai dieci ai quindici centimetri, appartenente alla famiglia delle
Amarillidacee, che
insieme a ellebori, ciclamini e crochi, anticipa l'allegria della
primavera. Il suo nome, come evidente, corrisponde del tutto
all'operazione connessa al suo schiudersi che avviene bucando
letteralmente il terreno nevoso.
Per fortuna ancora
presente allo stato spontaneo nei prati e boschi delle Alpi
Marittime fino ad altitudini di tutto rispetto (1800 mt), non appena
la temperatura si rialza, con il tepore, emana un dolce effluvio
lievemente mielato. Grazie a questo sottile profumo è cibo
apprezzato dalle api che insieme alle formiche concorrono
all'impollinazione ed alla risemina di questo prezioso gioiellino
botanico.
“Una primavera senza
bucaneve porta un'estate senza frutti”
recita un detto contadino che attribuisce a questo fiore un presagio
di fertilità per le stagioni a venire. L'aspetto delicato e perfino
umile, accentuato dal candore dell'infiorescenza pendula, non deve
però celare l'incredibile forza insita in questa piccola bulbosa che
spinge precocemente le sue foglioline appuntite per emergere alla
luce attraverso il suolo ancora indurito dal gelo.
Fiorisce da febbraio ad
aprile il Galanthus nivalis,
nome botanico dal greco 'fiore di latte e
delle nevi' perché
allude al candore, alla purezza e alla
'Dea Bianca',
l'antica icona della fecondità che ci riconduce alla Luna, alla
Terra e alle Stagioni. Anche detto
Galantino e Foraneve, rappresenta la speranza e la tenacia nel
persistere della vita vegetativa nonostante la stagione avversa,
perciò simbolo della consolazione come narra la leggenda che lo
vorrebbe creato da un angelo pietoso per riportare sorriso e luce
alla disperata Eva cacciata con Adamo dal Paradiso terrestre.
Freidolina
a Oncino e Chouqueto
a Monterosso, nelle parlate occitane,
protagonista di leggende e favole con
trasfigurazioni letterarie evocate dai numerosi soprannomi popolari
quali Stella del mattino, Lacrima bianca,
Goccia di neve, Campanello del lupo, Fiore della purificazione e
Campana della Candelora. In
questi ultimi due, in particolare, vien
conferito al Bucaneve il titolo di 'fiore del
due febbraio', giorno in cui le donne,
secondo il folclore, ne avrebbero fatto largo uso per adornarsene in
segno di purezza. Da Imbolc,
celebrata dai Celti per il primo risveglio della natura dedicato alla
dea-madre Brigit, fino alla Candelora dei Cristiani che cade quaranta
giorni dopo la nascita di Gesù come 'Festa
della purificazione' della Vergine dopo il
parto, questo fiore era uno dei principali addobbi nelle chiese.
Come spesso avviene per il
gioco delle ambivalenze, il Bucaneve è stato considerato,
soprattutto nella tradizione anglosassone, anche un 'fiore
dei morti' assai diffuso nei cimiteri
vittoriani, forse perché, come prodotto erboristico, il Galanthus
è considerato moderatamente velenoso.
Dosi eccessive di
preparati a base di questa pianta possono dare effetti tossici con
importanti sintomi di bradicardia e ipotensione. Pertanto se ne
sconsiglia l'uso 'fai da te' mentre in medicina, appositamente
trattato in dosi minime, viene indicato soprattutto come analgesico e
curativo per il morbo di Alzheimer grazie a un alcaloide in esso
contenuto, la galantamina, che
ha destato vivo interesse fra studiosi e
ricercatori fin dagli anni Cinquanta, perché capace di contrastare
il deterioramento cognitivo proprio della malattia neurologica che si
è largamente estesa in questi ultimi decenni in tutto il modo
occidentale.
Di questa semplice ma
pregiata bulbosa molti sono gli estimatori e i collezionisti in tutto
il mondo che ne ricercano e apprezzano le numerose varietà, in gran
parte cultivar delle
venti specie esistenti in natura, visitando social
networks e mercati tra i quali la famosa
Fiera floricola denominata London Early Spring
Plant Fair, dedicata al Bucaneve e
organizzata dalla Royal Horticultural
Society, che si svolge
ogni anno in Inghilterra.
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